Il Carnevale nelle Marche 2026 è un mix di sfilate spettacolari, riti popolari e appuntamenti che coinvolgono intere città, dal mare fino ai borghi dell’entroterra. Qui la festa cambia volto da provincia a provincia: a Fano il Carnevale è legato al famoso getto di dolciumi, ad Offida diventa un rito collettivo con il Bov Fint e la processione dei Vlurd, mentre ad Ascoli Piceno il centro storico si trasforma in un teatro a cielo aperto tra maschere, satira e gruppi che mettono in scena sketch in piazza. A Macerata, invece, l’atmosfera è più da grande festa cittadina, con carri, musica e appuntamenti pensati anche per famiglie e bambini.
Nell’articolo vedremo i principali Carnevali marchigiani del 2026 con le informazioni utili per organizzarsi: date, giorni centrali, orari delle sfilate e cosa succede durante gli eventi più attesi. L’obiettivo è aiutarti a scegliere dove andare e cosa non perdere, tra parate di carri allegorici, tradizioni locali e momenti simbolici che chiudono la festa.
Carnevale nelle Marche 2026: eventi, tradizioni e date da segnare
Il Carnevale marchigiano non è solo una serie di sfilate, ma un calendario di eventi che cambia stile da città a città. In alcune località il protagonista è il carro allegorico e lo spettacolo in strada, in altre contano di più i riti tradizionali, i cortei notturni e la partecipazione diretta del pubblico.
Carnevale di Fano (Pesaro-Urbino): il getto di dolciumi e i carri sul viale

Il Carnevale di Fano è tra i più conosciuti d’Italia e viene spesso indicato come il più antico, con testimonianze che risalgono al 1347. Nel 2026 si svolge dal 25 gennaio al 15 febbraio, con quattro domeniche di eventi che animano la città in modo continuo.
Il programma parte domenica 25 gennaio con il Carnevale dei Bambini, una giornata pensata per le famiglie e con ingresso gratuito. Le sfilate principali arrivano poi domenica 1 febbraio, domenica 8 febbraio e domenica 15 febbraio, quando sfilano i grandi carri allegorici in cartapesta realizzati dai maestri carristi locali. Il percorso attraversa il centro storico e passa per Viale Gramsci, dove si concentra la parte più spettacolare della festa.
L’elemento simbolo di Fano è il “getto”: dai carri vengono lanciati in strada quintali di caramelle e cioccolatini, un rito che rende questo Carnevale diverso da tutti gli altri e che attira ogni anno migliaia di persone. La maschera ufficiale è “El Vulón”, presente durante le sfilate come figura rappresentativa dell’evento, mentre la città si riempie di coriandoli, musica e momenti di intrattenimento, tra cui la caratteristica Musica Arabita, con strumenti improvvisati e ritmo da festa di strada.
La chiusura è legata al Martedì Grasso, quando si svolge il Rogo del Pupo, il fantoccio in cartapesta bruciato in piazza come rito finale. Per chi vuole organizzarsi in modo pratico, le sfilate iniziano di solito nel pomeriggio (intorno alle 15:00): conviene arrivare con anticipo per parcheggiare e scegliere un buon punto lungo il percorso, soprattutto su Viale Gramsci, dove la visibilità è migliore.
Carnevale Storico di Offida (Ascoli Piceno): Lu Bov Fint e la notte dei Vlurd

Il Carnevale Storico di Offida è uno degli eventi più particolari delle Marche perché non punta sui carri, ma su rituali di paese che coinvolgono direttamente chi partecipa. Le sue origini risalgono almeno al XVI secolo e il calendario si apre già dal 17 gennaio (Sant’Antonio Abate), fino ad arrivare al finale del Martedì Grasso.
Il primo appuntamento da segnare è Lu Bov Fint, in programma nel Venerdì Grasso (13 febbraio 2026). È una corsa goliardica nel centro del borgo: un toro finto, costruito in legno e ferro e coperto da un drappo bianco e rosso, viene trascinato tra le vie da centinaia di persone in guazzarò (camice bianco con fazzoletto rosso). La corsa termina in Piazza del Popolo, con l’abbattimento simbolico del toro e il canto collettivo di “Addio Ninetta Addio”, uno dei momenti più riconoscibili del Carnevale offidano.
Il secondo evento, quello più suggestivo, è la sera del Martedì Grasso (17 febbraio 2026) con la processione dei Vlurd. Al calare del buio, centinaia di persone portano a spalla fasci accesi di paglia e canne, creando un corteo di fuoco che attraversa le vie del paese fino al falò finale in piazza, che chiude simbolicamente il Carnevale e accompagna l’arrivo della Quaresima.
Accanto ai due riti principali, Offida propone anche veglioni mascherati al Teatro Serpente Aureo, domeniche dedicate agli “Amici” e ai “Parenti” con musica e feste organizzate dalle congreghe locali, oltre a momenti conviviali legati al cibo e al vino del territorio. Qui la differenza è chiara: non si assiste soltanto, si entra nella festa.
Dal punto di vista pratico, gli eventi sono gratuiti e si svolgono all’aperto. Per Lu Bov Fint l’inizio è intorno alle 14:30, mentre per i Vlurd l’accensione è di solito verso le 19:00: conviene arrivare prima per seguire il corteo e trovare un buon punto da cui vedere il passaggio fino al falò conclusivo.
Carnevale di Ascoli Piceno: satira in piazza e Gruppi Mascherati
Il Carnevale di Ascoli Piceno è uno dei più particolari delle Marche perché non si basa sui carri allegorici, ma su scene comiche, travestimenti e satira dal vivo. È documentato già dal 1229 e oggi è famoso soprattutto per il Concorso dei Gruppi Mascherati, attivo dal 1958, che trasforma il centro storico in un vero teatro all’aperto.
Nel 2026 il periodo più intenso va dal Giovedì Grasso (12 febbraio) al Martedì Grasso (17 febbraio). In questi giorni Ascoli diventa una “città in maschera”, dove chiunque può travestirsi e partecipare senza barriere, entrando nelle comitive che si muovono tra piazze e vicoli.
Il cuore dell’evento è Piazza del Popolo, dove si concentrano le esibizioni più seguite: i gruppi mettono in scena parodie e sketch legati all’attualità, con personaggi caricaturali e battute in stile ascolano. Queste performance vengono chiamate “macchiette” e sono il motivo per cui il pubblico si sposta da un gruppo all’altro, seguendo le scenette durante tutto il pomeriggio.
A fare da simboli della festa ci sono anche le maschere storiche locali, come Lu Sfrigne e Buonumor Favorito, insieme all’allegorico Re Carnevale, che compaiono già negli eventi dedicati ai più piccoli e accompagnano tutta la manifestazione.
Oltre alle esibizioni in piazza, nei weekend non mancano serate musicali e feste in maschera, con band e DJ set tra Piazza Arringo e le zone centrali. Tra le tradizioni più apprezzate c’è anche la Raviolata, una degustazione gratuita di ravioli dolci di Carnevale offerta nel pomeriggio del sabato.
La chiusura arriva nel Martedì Grasso, con la premiazione (o “nomination”) dei gruppi più riusciti e l’ultima festa serale in piazza. Gli eventi sono gratuiti e all’aperto: i giorni migliori per viverlo al massimo sono domenica 15 e martedì 17 febbraio, quando il centro resta animato dalla mattina fino a notte. Un dettaglio da notare mentre sei in Piazza del Popolo sono i lampadari storici decorati, parte dell’ambientazione tipica del Carnevale ascolano.
Carnevale di Macerata: sfilata ai Giardini Diaz e festa per bambini in centro
Il Carnevale di Macerata è pensato come una grande festa cittadina, con un’impostazione semplice e adatta anche a famiglie con bambini. L’evento principale è il Carnevale Maceratese, organizzato dalla Pro Loco e arrivato a oltre 35 edizioni, con una sfilata che richiama carri e gruppi mascherati anche dai comuni vicini.
Nel 2026 la giornata più importante è domenica 15 febbraio, con sfilata nel primo pomeriggio, indicativamente dalle 14:00, lungo l’anello dei Giardini Diaz, uno dei punti più comodi della città per seguire l’evento. Qui sfilano carri allegorici, spesso ispirati a temi pop e personaggi riconoscibili, insieme a gruppi mascherati, majorettes, sbandieratori e bande musicali. L’atmosfera è quella di una festa continua, con coriandoli, musica e tanta partecipazione lungo tutto il percorso.
Un dettaglio tipico del Carnevale maceratese è la presenza di una madrina, spesso un volto noto, e la distribuzione di dolci di Carnevale e vino locale da parte dei volontari, soprattutto nelle fasi centrali della sfilata. La chiusura della giornata avviene con la passerella finale sul palco e la premiazione dei carri più apprezzati.
Il programma continua anche nel Martedì Grasso (17 febbraio 2026) con il Carnevale dei Bambini, organizzato nel pomeriggio in Piazza della Libertà, con giochi, baby dance, trucca-bimbi e attività dedicate alle maschere più piccole.
L’accesso è libero. I Giardini Diaz sono vicini al centro e facili da raggiungere, ma conviene arrivare in anticipo e parcheggiare nelle aree limitrofe (ad esempio zona Centro Storico). In caso di pioggia, la sfilata principale viene spesso rinviata alla domenica successiva: meglio controllare gli aggiornamenti ufficiali prima di partire.
Le maschere tradizionali delle Marche più famose da conoscere
Nelle Marche le maschere più note da conoscere non sono tantissime come in altre regioni, ma esistono diversi personaggi locali legati a città e tradizioni specifiche. Tra le più famose troviamo Mosciolino (Pesaro), considerata una delle maschere simbolo della zona, e El Vulón (Fano), legata alla storia e ai riti popolari della città. Un’altra figura conosciuta è Papagnoco (Ancona), personaggio della tradizione popolare anconetana citato in racconti e usanze locali. Da ricordare anche Bustrengh (area di Jesi), nome che richiama un dolce tipico marchigiano e che viene usato in alcune rievocazioni e contesti popolari come figura rappresentativa del territorio. In alcuni centri dell’entroterra, inoltre, sopravvivono maschere legate a feste tradizionali e riti stagionali, con personaggi che rappresentano il mondo contadino, la satira sociale e i ruoli di una volta: spesso non hanno una diffusione “regionale”, ma sono importanti perché raccontano l’identità di ogni paese.



