Ricetta della Pasticciata alla pesarese

Pasticciata alla pesarese

Pasticciata alla pesarese

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La Pasticciata alla pesarese è uno dei grandi piatti della tradizione marchigiana, una preparazione ricca e profumata che unisce la morbidezza della carne alla profondità del suo sugo speziato. È una ricetta che nasce come piatto della domenica e delle feste, quando famiglie e ospiti si riunivano intorno alla tavola per condividere un momento speciale. Nel corso del tempo, questo stufato è diventato un vero simbolo della cucina pesarese, capace di raccontare, con i suoi aromi, la storia di una gastronomia semplice ma ricca di sapore.
Le origini della Pasticciata affondano nella tradizione contadina, quando era necessario rendere teneri tagli di bovino più coriacei attraverso lunghe cotture in umido. A rendere il piatto unico sono l’uso di spezie, la presenza della pancetta steccata nella carne e la scelta del vino per sfumare: ogni famiglia, da generazioni, custodisce una propria variante, ma il risultato è sempre lo stesso: una carne profumata e un sugo intenso e vellutato.
Il procedimento è semplice ma richiede pazienza: si prepara un soffritto con sedano, carota e cipolla, si rosola la carne legata e insaporita, si sfuma con vino e si aggiunge il pomodoro, lasciando poi cuocere lentamente finché non diventa tenerissima. Una volta pronta, la carne viene affettata e rimessa nel suo sugo, così che ogni fetta si impregni del suo sapore avvolgente.
Preparazione 20 minuti
Cottura 2 ore 15 minuti
Tempo totale 2 ore 35 minuti
Portata Secondo piatto
Cucina Marchigiana
Porzioni 4 persone
Calorie 390 kcal

Ingredienti
  

  • 800 g di magatello (o girello di bovino)
  • 80 g di pancetta a listarelle
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 400 g di passata di pomodoro
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe
  • Spezie a piacere (noce moscata, chiodi di garofano, maggiorana)

Istruzioni
 

  • Iniziamo con il preparare la carne: si incide il pezzo di magatello con piccoli tagli e si inseriscono all’interno le listarelle di pancetta e lo spicchio d’aglio, legando poi il tutto con lo spago da cucina per mantenere forma e compattezza durante la cottura.
  • Proseguiamo con il preparare il soffritto: si tritano finemente cipolla, sedano e carota, lasciandoli appassire in casseruola con un filo d’olio fino a ottenere una base morbida e profumata.
  • Continuiamo con il rosolare la carne: il pezzo preparato viene adagiato nel soffritto e fatto dorare su tutti i lati senza pungerlo, quindi si sfuma con il vino rosso e si lascia evaporare l’alcol.
  • Andiamo avanti con l’unire il pomodoro: si aggiunge la passata, insieme alle spezie, al sale e al pepe, coprendo la casseruola e lasciando cuocere lentamente per circa due ore, rigirando la carne di tanto in tanto.
  • Concludiamo con il tagliare e insaporire: una volta cotta, la carne viene lasciata intiepidire, affettata sottilmente e rimessa nel suo sugo, dove prosegue la cottura per qualche minuto così da assorbire completamente sapore e morbidezza.
Keyword Carne alla marchigiana, Carne alla pesarese

Storia della Pasticciata alla pesarese

La Pasticciata alla pesarese è un piatto profondamente legato alla tradizione familiare marchigiana e nasce come ricetta contadina pensata per rendere morbidi i tagli di bovino adulto attraverso una lunga cottura in umido con vino, pomodoro e spezie. Un tempo veniva cucinata nelle occasioni importanti, dalle domeniche festive al Natale, diventando un simbolo di convivialità e lentezza.

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Le sue radici affondano anche nella cucina rinascimentale dei Della Rovere, da cui deriva l’uso caratteristico di chiodi di garofano, noce moscata e cannella, spezie considerate preziose. Ogni famiglia conserva una propria versione, con differenze nel tipo di vino, nella quantità di pomodoro o nella scelta degli aromi, e questa trasmissione orale ha trasformato la Pasticciata in uno dei piatti più identitari di Pesaro, capace di raccontare storia, territorio e memoria attraverso il suo sugo profumato e la sua carne tenerissima.

Con cosa abbinare la Pasticciata alla pesarese

La Pasticciata alla pesarese, grazie al suo sugo ricco, leggermente speziato e alla carne morbida cotta a lungo nel pomodoro, si abbina perfettamente a vini rossi strutturati, capaci di sostenere la complessità del piatto senza sovrastarlo. I migliori compagni provengono proprio dalle Marche, territorio che condivide tradizione, aromi e storia con questa ricetta.

Un abbinamento ideale è il Rosso Piceno Superiore, equilibrato, morbido e persistente, perfetto per accompagnare la dolcezza del sugo e la succulenza della carne. Ottima scelta anche un Lacrima di Morro d’Alba, più aromatico e profumato, capace di esaltare le note speziate della Pasticciata. Per chi preferisce vini più decisi, è perfetto un Conero Riserva, robusto e avvolgente, oppure un elegante Sangiovese dei Colli Pesaresi, che rimane uno degli abbinamenti più territoriali e naturali.

Fuori regione, vanno benissimo rossi italiani di buona struttura e tannino morbido, come un Chianti Riserva, un Morellino di Scansano, un Montepulciano d’Abruzzo o un Valpolicella Ripasso, tutti capaci di bilanciare la componente grassa del piatto e di valorizzarne il sapore intenso.

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