Il Monte Conero è uno dei posti più interessanti delle Marche per chi ama camminare tra boschi, falesie e scorci sul mare Adriatico. In pochi chilometri si passa dalla macchia mediterranea ai punti panoramici più alti, con vista su baie come Portonovo e sulle spiagge più note della Riviera.
Nell’articolo vedremo 5 sentieri panoramici del Monte Conero da fare assolutamente, con percorsi adatti sia a chi cerca una passeggiata semplice sia a chi vuole un trekking più lungo. L’obiettivo è aiutarti a scegliere l’itinerario giusto in base al tempo a disposizione, alla difficoltà e al tipo di panorama che vuoi trovare lungo il cammino.
Prima di partire conviene organizzarsi con scarpe adatte, acqua e un minimo di attenzione al fondo del sentiero, perché in alcune zone ci sono tratti in salita, discese ripide e terreno irregolare. Con la scelta giusta, il Conero diventa una meta perfetta per una giornata nella natura, senza rinunciare alla vista sul mare.
Belvedere Passo del Lupo (vista sulle Due Sorelle)

Tra i sentieri più cercati del Parco del Conero, il Belvedere Passo del Lupo è quello che regala uno degli affacci più riconoscibili della costa: la vista dall’alto sulla spiaggia delle Due Sorelle, incastonata tra pareti di roccia e mare aperto. È un percorso perfetto se vuoi un trekking nel bosco con un arrivo “wow”, perché alterna tratti ombreggiati nella macchia mediterranea a punti in cui si apre il panorama sulle falesie. Il tracciato più seguito coincide con il sentiero 302 (“Due Sorelle / Passo del Lupo”), raggiungibile dalla zona Fonte d’Olio nei pressi di Sirolo, dove trovi anche cartellonistica e indicazioni ai bivi. In base al punto di accesso, in alcuni casi si cammina prima su un tratto del 301 e poi si devia verso il 302, ma lungo il percorso i pali direzionali aiutano a non sbagliare.
Dal punto di vista pratico, la camminata è in genere un’andata e ritorno: la distanza complessiva è intorno ai 6 km, con un dislivello di circa 250–270 metri. Il tempo medio di percorrenza è di 2 ore abbondanti, ma conviene considerare qualche sosta perché una volta arrivati al belvedere viene naturale fermarsi per foto e per godersi la vista. La difficoltà è media, non tanto per la lunghezza quanto per il fondo: in alcuni tratti si cammina su sterrato con radici, pietre e pendenze che richiedono attenzione, soprattutto se il terreno è umido.
Il punto panoramico finale è la parte più delicata del sentiero: qui ci si avvicina alla zona di falesia e bisogna evitare di uscire dalle tracce, restando a distanza di sicurezza dai bordi. È anche importante sapere che dal belvedere non si può proseguire a piedi fino alla spiaggia delle Due Sorelle, perché il tratto che scende verso il mare è vietato per motivi di sicurezza. Se l’obiettivo è raggiungere la spiaggia, la soluzione corretta è informarsi sull’accesso via mare e sulle eventuali regole stagionali, perché in alcuni periodi possono esserci limitazioni e controlli.
Il periodo migliore per affrontare questo itinerario va dalla primavera all’inizio dell’autunno, con una nota pratica: nelle giornate calde serve portare acqua, scarpe con buona aderenza e, nei tratti più esposti, anche protezione dal sole. Se cerchi un sentiero che unisca natura e panorama senza fare un trekking troppo lungo, il Passo del Lupo è una scelta che ripaga, soprattutto quando il cielo è limpido e il blu dell’Adriatico si vede in tutta la sua ampiezza.
Anello di Portonovo (sentiero 309)

L’Anello di Portonovo, identificato come sentiero 309, è uno dei percorsi più semplici e piacevoli del Parco del Conero, ideale se vuoi camminare con vista mare senza affrontare dislivelli importanti. Il giro si sviluppa intorno alla baia di Portonovo e permette di vedere in poco tempo alcuni punti simbolo della zona, alternando tratti su fondo facile a passaggi immersi nella vegetazione.
Uno degli aspetti più interessanti di questo itinerario è la parte naturalistica: il sentiero costeggia il Lago Grande e il Lago Profondo, due specchi d’acqua vicinissimi al mare che rendono la passeggiata diversa dai classici percorsi solo boschivi. Qui l’atmosfera cambia, soprattutto nelle ore più tranquille della giornata, e non è raro osservare uccelli acquatici lungo le sponde. È un punto adatto anche a chi ama fare foto o semplicemente fermarsi qualche minuto prima di riprendere il cammino.
Durante l’anello si incontrano anche alcuni luoghi che vale la pena vedere con calma, come la chiesetta di Santa Maria di Portonovo, uno dei riferimenti storici della baia, e la zona del Fortino Napoleonico, che caratterizza il paesaggio e si riconosce subito anche da lontano. In base al tratto scelto, si passa vicino alla Torre e alla parte più “marina” del percorso, dove lo sguardo si apre sulla costa e sugli scorci tipici della Riviera del Conero.
Dal punto di vista pratico, è un sentiero adatto a molte persone, anche a chi non è abituato a camminare per ore. Proprio per questo è spesso scelto come trekking “da mezza giornata”, magari abbinandolo a una sosta in spiaggia o a un pranzo a Portonovo. L’unico consiglio davvero utile è organizzare bene l’arrivo, perché nei periodi più frequentati la zona può essere molto trafficata e i parcheggi non sempre sono immediati.
Se cerchi un percorso panoramico, breve e con tanti punti di interesse concentrati in pochi chilometri, il sentiero 309 è una delle scelte più comode del Monte Conero.
Sentiero Belvedere Nord (variante 301A)
Il sentiero che porta al Belvedere Nord è una delle passeggiate più semplici del Monte Conero, perfetta se vuoi un punto panoramico senza affrontare un trekking lungo. La variante 301A si stacca dal percorso principale del sentiero 301 e in poco tempo conduce a un affaccio naturale con vista aperta sul mare e sulla costa sottostante.
Il percorso è breve e scorrevole: si cammina in un tratto di bosco con vegetazione tipica del Conero, poi la traccia si apre e si arriva al belvedere, dove lo sguardo si allunga verso la Riviera, con scorci che nelle giornate limpide permettono di distinguere bene la linea costiera e l’Adriatico. Proprio per la sua durata contenuta è un itinerario adatto anche a chi non è allenato, a chi viaggia con bambini o a chi vuole semplicemente fare una camminata veloce prima di spostarsi verso altre zone del parco.
Dal punto di vista pratico, conviene prestare attenzione solo negli ultimi metri vicino al punto panoramico: come in molti belvedere del Conero, ci sono zone esposte e vale la regola di restare sul tracciato senza avvicinarsi troppo ai bordi. Per il resto, è un sentiero che si percorre con facilità, soprattutto se affrontato con scarpe comode e un minimo di acqua nello zaino, anche se la camminata è breve.
Il Belvedere Nord è una scelta utile anche se stai costruendo un itinerario più ampio: puoi inserirlo come deviazione panoramica durante un’escursione sul 301, oppure farlo come uscita “leggera” quando hai poco tempo ma vuoi comunque vedere uno dei panorami più belli del Monte Conero.
4. Anello del Conero (Sentiero n. 1)
L’Anello del Conero è il percorso più completo per chi vuole vivere il promontorio in modo “totale”, perché in circa 10 km attraversa una grande varietà di ambienti: tratti nel bosco, passaggi nella macchia mediterranea, punti panoramici sul mare e scorci verso l’entroterra. È il sentiero giusto se cerchi una camminata che faccia davvero capire com’è il Parco del Conero, senza limitarti a un solo belvedere o a una passeggiata breve.
La particolarità di questo itinerario è il ritmo del paesaggio: si alternano zone ombreggiate, dove si cammina tra alberi e sottobosco, a tratti in cui la vegetazione si apre e lascia spazio a viste ampie sulla costa. In diversi punti puoi fermarti per osservare la Riviera dall’alto, mentre in altri il panorama cambia e si sposta verso le colline marchigiane, dando una sensazione diversa rispetto ai sentieri che guardano solo il mare.
Dal punto di vista pratico, l’Anello del Conero richiede un po’ più di tempo rispetto agli altri itinerari della lista: mediamente servono 3–4 ore, a seconda del passo e delle soste. La difficoltà è media, più per la lunghezza e per i saliscendi continui che per aspetti tecnici. Il fondo è generalmente naturale, con tratti di sterrato e passaggi dove conviene avere scarpe con buona aderenza, soprattutto se il terreno è umido o se hai intenzione di camminare senza fretta.
Un vantaggio di questo percorso è che non è monotono: anche se cammini per diverse ore, i cambi di panorama rendono l’escursione più varia. È una scelta adatta a chi vuole fare una mezza giornata di trekking e tornare con la sensazione di aver visto davvero “il Conero”, tra natura e punti di osservazione strategici.
5. Sentiero dei Gigli / “Spiaggia dei Gabbiani” (n. 10)
Il sentiero n. 10, spesso indicato come Sentiero dei Gigli o collegato alla “Spiaggia dei Gabbiani”, è uno dei percorsi più interessanti per chi vuole vedere la parte più selvaggia del Monte Conero. Non è un trekking lungo, ma è un itinerario che si fa sentire nelle gambe: la traccia scende in modo deciso verso il mare e poi obbliga a risalire, quindi è perfetto se cerchi un’uscita breve ma intensa, con un arrivo panoramico.
La prima parte del percorso è immersa nella vegetazione tipica del promontorio, con tratti di macchia mediterranea e passaggi dove il sentiero si stringe e il fondo diventa più naturale. Man mano che perdi quota, iniziano ad aprirsi scorci sul mare e sulle pareti rocciose, fino ad arrivare nella zona della caletta, dove il paesaggio cambia completamente: qui la costa è più isolata, le falesie sono più vicine e la sensazione è quella di essere lontani dai punti più frequentati della Riviera.
La cosa importante da sapere è che, anche se il nome richiama la “Spiaggia dei Gabbiani”, non sempre l’accesso a questa zona è da considerare scontato: in alcune situazioni la caletta viene indicata come raggiungibile soprattutto via mare, quindi conviene verificare sul posto la percorribilità e seguire la segnaletica ufficiale del Parco, senza improvvisare deviazioni. Questo dettaglio fa la differenza, perché nel Conero i sentieri possono avere tratti delicati e alcune aree possono essere regolamentate per motivi di sicurezza.
Dal punto di vista pratico, è un percorso da affrontare con scarpe adatte e con un minimo di attenzione in discesa, soprattutto se il terreno è umido o scivoloso. Il ritorno è la parte più impegnativa, perché la salita arriva quando hai già camminato e magari ti sei fermato in basso per goderti il panorama. Proprio per questo, anche se la tappa è breve, conviene portare acqua e gestire bene i tempi, soprattutto nelle giornate calde.



